quantum

Lilium/2017

quantum

 

Le belle cose (apotropaico)

gianCarlo Onorato

come ricordo maggio / il mese tagliente / come una lamiera / un fiume nell’aria / fantasmi e fioriture / come astronavi antiche / e senza una meta / così eravamo noi / il dolce che è nell’aria / prese il sopravvento / e lungo il fiume marcio / come un’emanazione vidi / con una blusa verde che / le coronava il petto / io dissi questa è l’ora / e mi venne incontro lei / ehi, tu chi sei? ehi, tu chi sei? / così ci avvicinammo / e lei brillava forte / dal centro dei suoi anni / e della pura grazia / e sì io la volevo / più di qualunque cosa / avrei bruciato tutto / pur di bere di succhiare in lei / dimmi dove vai / col tuo ronzio d’insetto / sei verde di luce / e pure di sgomento / nella tua cara grazia / incerta come sei / dove potrai mai andare / dove potrai andare mai.

 

Il barocco del tuo ventre

gianCarlo Onorato

per il barocco del tuo ventre / che mi accoglie / per il sagrato del tuo petto / per quello che mi fai / per il tuo bagliore / in controluce / la notte è come il giorno / in Scandinavia / luminosa e lucida / tutti gli altari vanno a te / e cola dalle labbra dell’anima / il seme tuo che rende liberi / santo / santo è il furore / che spremi tu / e sacro anche il dolore / che c’è in te / tu che ti trascini ai piedi / i servi tuoi / che strisciano mendicando / una luce in più / luminosa e lucida / tutti gli altari vanno a te / e cola dalle labbra dell’anima / il seme tuo che rende liberi / ehi, il tempo si è fermato / perché ti svegli tu / e gocciola la notte / e i bimbi piangono / i poeti sono appesi / a testa in giù / e oscillano nel buio / bestemmiando / io stanotte ti ho seguita / sui tuoi sentieri / dove spandevi seme / al termine del buio / chiedendo di servirti / come discepolo / sul monte tuo di venere / dove gocciolavi tu / dove gocciolavi tu / dove gocciolavi / luminosa e lucida / tutti gli altari vanno a te / e cola dalle labbra dell’anima / il seme tuo che rende liberi / aspra, luminosa e lucida / tutti gli altari vanno a te / e cola dalle labbra dell’anima / il seme tuo che rende liberi.

 

Niente di te

gianCarlo Onorato

la notte aveva molti fuochi / e sono giunto ai piedi tuoi / sorella ora invoco il buio / a fare ingresso dove vuoi / ma non so niente di te / tra le ginocchia custodisci / tutta la luce che vorrei / nell’indecenza del mattino / il mio messaggio è dentro te / ma non so niente di te / io non so niente di te / e nel liquore del tuo ventre / glorificare la bellezza / con questa semina di stelle / e ti scintillo il volto / ma non so niente di te / io non so niente di te.

 

La norma dell’attesa

gianCarlo Onorato

piangi pagliaccio / vestita di notte / e stringi le mie mani / se puoi / eri una bambina / le carni di latte / non ti importava niente / mi volevi / così nella caduta / bagni le ali / nel tuo buio / distesa e morta viva / attendi il tuo castigo / tra tutti questi fiori / i piedi nell’acqua / e con le labbra viola / sputi nel riflesso / che hai di te / godi pagliaccio / la norma dell’attesa / nel morso del languore.

 

Scintillatori

gianCarlo Onorato

e se invece prendessi le cose dal niente / cominciassi a inventarti come se tu fossi qua / canterei matematiche nuove per farti più densa e sentirti le anche / la mia scienza sarebbe inventarti anche se non ci sei / ma tanto non mi senti / tanto non ci sei / questa notte ho capito le cose dal lato più buio / e nel nero ho rivisto la luce degli occhi che hai / come mandorle crude che diano colore alla sera anteprima di notte / nella chimica di comparire e sparire con te / ma tanto non mi senti / tanto non ci sei / gli astronauti fanno salti infantili / come noi senza aria né terra né più gravità / sai, non ti ho detto mai niente / ma il cancello del tempo per me non esiste per me / ma tanto non mi senti / tanto non ci sei / ma se invece io adesso prendessi la storia di ieri / ne facessi una sola canzone che non canterò mai / perché niente che sia pure vero può esser cantato / e cantare è una sola invenzione dei sensi per noi / questa notte ho capito le cose dal lato più amaro / e rivedo decine di anni come se qui / il filmato mediocre del tempo si fosse fermato, bloccato, arrestato / e potessimo entrare ed uscirne come vuoi tu / ma tanto non mi senti / tanto non ci sei / gli astronauti farebbero salti / ma la luna non somiglierebbe ad un incubo in più / le automobili resterebbero ferme / come gravide donne lucenti di tutte le età / noi avremmo quindici anni e cent’anni in un solo respiro / di gelato macchiati e inzuppati anche di pubertà / come se il Paese cercato esistesse davvero / e non fosse più quello che è stato né quello che è / ma tanto non mi senti / tanto non ci sei.

 

In grazia

gianCarlo Onorato

mi appare nel mattino / che gronda su di lei / ed il suo canto muto non ha età / in lei c’è tutto il tempo / che è stato e che sarà / oriente ed occidente sono in lei / poi le sue mani fredde / leggere su di me / come due figlie sequestrate a dio / e il cielo apre la bocca / e ingoia pure noi / e il bianco ci sovrasta in grazia / e la notte / santa madre santa su di noi / e la notte / mon rôle est le désir / la gloria dei suoi fianchi / è densa su di me / e in questo lago caldo vengo anch’io / e accorrono le schiere / di tutti i giorni miei / e colmano il suo viso in grazia / e la notte / bianca sale e scende attorno a noi / e la notte / je vou salue, marie.

 

 

 

Primavera di Praga

gianCarlo Onorato

le piogge cadono per te / i fiori sbocciano e non sai / di non aver vissuto mai / di non aver vibrato mai / il coro scenderà il pendio / qualcuno invocherà il buon dio / ma ora non ci senti più / tu ora non ci senti più / but you keep walkin on / and you keep talkin on / again, again / se penso a quanto il sole ha / esteso i raggi ai sensi tuoi / e ora non lo senti più / tu ora non ci senti più / persino il salice che ha / radici imperscrutabili / su stagni verdi e vergini / ora non ti accoglie più / but you keep walkin on / and you keep talkin on / again, again / you keep walkin on / and you keep talkin on / again, again / you keep walkin on / and you keep talkin on / again, again / we keep walkin on / we keep talkin on / we are livin on / again, again.

 

 

Amigdala

Senza gravità

gianCarlo Onorato

tutti questi angeli caduti / formano un delirio attorno a te / mentre forzo con due dita il tuo languore / che non ha densità / perché sei / la vita che hai / e quel che sarà / nessuno lo sa / tutti questi spiriti malati / tramano un velluto attorno a noi / mentre buco con la lingua il tuo languore / che non ha densità / così tanti demoni sfiniti / lisciano le schiene su di noi / fresche evanescenze nel mattino / su di te, sopra noi / così senza gravità / non siamo mai stati / né saremo mai / così senza verità / nuotiamo di più / nel sempre e nel mai / raggomitolato nel tuo grembo / sono partorito all’insù / risalgo lentamente ad ogni cielo / per tornare all’età / in cui senza gravità / non siamo mai stati / né saremo mai / così senza verità / nuotiamo di più / nel sempre e nel mai.

 

Invocazione alla notte

Il passaggio

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