Falene

CD Lilium/Venus 2004

falene

 

 

 

 

 

 

 

Le bisce d’acqua

io ti guardo e ascolto il tuo dolore / troppi laghi di profondità / e i lampi vedo e i cerchi sul tuo manto verde / come bisce d’acqua, come bisce d’acqua / oh madre luce oh madre luce / perchè castighi i figli tuoi? / dal tuo stagno ti levi come vapore / e accechi accechi accechi / e si alza il canto grigio delle sirene / in processioni languide senza pietà / sul tuo manto dove frigge la neve / ma si attacca alla lingua / come al ferro la lingua / alza il tuo vestito eterno su di me / apri la natura dei tuoi mondi ora / e acceca con la tua ferita di luce / accechi accechi accheci / accechi accechi accheci / e si alza il canto grigio delle sirene / in processioni languide senza pietà / sul tuo manto dove frigge la neve / ma si attacca la lingua / come al ferro la lingua.


il bene e il nulla

lei era una tale disarmante fonte di una folle bella felicità / e come sbaragliava bene tutto il mio male dei miei giorni peggiori / come ci si scorda bene / si dimenticava bene in un minuto / di aver leccato troppo / tutto il sale delle notti peggiori / e il bene dava il bene / totalmente liberi / e la notte era il giorno / l’odore della sua vita / è più profondo della tua paura / anche le dita di una mano / erano raggi luminosi al nuovo sole / come ci si sporca bene / alla luce disperata di un bagliore / e come ci si scorda tutto quando il bene e il nulla vengono a toccarci / e il bene dava il bene / totalmente liberi / e la notte era il giorno.


la sete

va questo amore come un fiume nero che va / che va questo denso distillare/ del mio del mio naufragare/ come un fiume sono io/ e il cielo lo berrei davvero / e il cielo lo berrei davvero / ho sete ho sete di aria di cielo / ho sete ho sete berrei il cielo / e tu luce candida / acqua torbida per me / per me sei / questa pioggia quasi neve / ed io / il cielo lo berrei davvero / ho sete ho sete di aria di cielo / ho sete ho sete berrei il cielo.


boncourage

soffiarono gli dei la solitudine / fuori dal mare: vennero le sabbie / lunghe distese, crebbero le spiagge / così gli inverni ebbero vertigine / se passi dove il mare si allontana / l’alfa e l’omega ti vorrei lasciare: / vorrei che ti potessero bastare / inizio e fine di persona strana / e che in mezzo ci fosse ciò che resta / che si mettesse amore nello sguardo / senza temere troppo dell’azzardo / di portare la vita nella festa / vorrei che si potessero fermare / gli occhi su me di chi mi vede belle / quelle tante formicole di stelle / che mi ha stampato dentro gli occhi il mare.


the bossanova sweet menage

quando gli occhi mi nascondi come un giglio dell’alba / che voglia solo addormentarsi e mai più ci riuscirà / non mi vedi non mi ascolti e per questo io me ne andrò / ma nel fondo del mio lago per le mani ti porterò / stagioni di sole non sapremo darci mai / parole d’amore tu non mi senti non mi ascolti e per questo io finirò / il ritratto con il tuo sangue perché amore ti ucciderò / stagioni di sole non sapremo darci mai / parole d’amore tu non sai io non ho / se la vita mi domanda il tuo braccio io le darò / e stringendoti le vene dolcemente io pagherò non mi vedi non mi ascolti e per questo io me ne andrò / ma sul letto del tuo sangue come un giglio ti lascerò.


ballata dell’estate sfinita

ti domando di getto e tu chi sei  / quale fiore sbocciato sul mio campo segreto / è primavera di carni nel passo che hai / mi domando perché dovrei stare con te / hai una luce di fiamma ma non mi avrai / un bagliore di luna ma non fai per me /mi domando perché dovrei stare con te / e perché mai, e perché mai dovrei stasera stare con te / ma noi siamo la somma dei nostri errori / e cosi vedo i seni di latte che hai / come frutti di rovo nella sera sfinita / mi domando perché voglio stare con te / e perché mai, e perché mai dovrei stasera stare con te / siamo giochi di luce tra le erbe bagnate / siamo il canto di carne che parla di noi / la canzone lontana che ritorna / per farsi cantare da noi / ma poi scende la notte sorella crudele / e ti chiudo la vita come un fiore annegato / e il tuo collo è di ghiaccio e il respiro non c’è / mi domando perché sono stato con te / tornerà anche l’estate e certamente verrà / e sarà un campo fiorito il ricordo di te / sarà questo silenzio di peccato infinito / chiederanno perché tanto male perché/  e perché mai, e perché mai dovrei stasera stare con te.


pace di guerra

vedi, lo vedi le cose non cambiano mai / sento che odore di pioggia e di spari in città / in strada i bidoni galleggiano con i falò / e tante graziose si vendono al costo di un ballo / ma il suo volto è la grazia, è un antico dolore / che risplende sui fianchi di una che è ancora bimba / e sua madre l’ha avuta solo vent’anni prima / quasi senza dolore in un giorno d’aprile / e già/ ti vendono auto, telefoni, e pasticche di sogno / ti vendono aria e fantasmi di pubblicità / costa come una birra questo schifo d’amore / questa pace di guerra che non vuole parole / ti ha lasciata a vent’anni eri un bocciolo un fiore / e ritrova a ventuno una tariffa a ore / bene, partiamo andiamo partiamo si va / che tanto il mio letto è sfondato e per tetto c’è il cielo / e si sogna l’Italia e un rovescio d’amore / discoteche, cantanti, coca a tutte le ore / oggi sei un disperato e domani un signore / fare intera la vita non voler mai dormire / e già / spiagge che spiagge deserte e che puzzo di mare / a Rimini vieni a bruciare, si brucia l’amore / l’hai imparato da sola anche senza la scuola / che la vita è un corteo e hai una fiaccola in mano / solo c’è troppo vento ed è un giorno di sole / e non serve il tuo fuoco neanche a farti calore / costa meno di un ballo questo schifo d’amore (come on) che ti svuota la vita ed è senza sapore (come on)/ e ripensi ai tuoi anni in un brutto momento (come on)/ come sono finiti in un albergo a ore (come on) / costa quanto una birra questo schifo d’amore (come on)/ che ricade sui fianchi di chi era bambina (come on)/ brucia come petrolio questa Europa riunita (come on) / questa pace di guerra che fa ancora morire (come on)/ e già.


mia neve

ha assunto intero questo bianco che non finirà mai / infiamma questo presente sparso sparso per i venti / vieni anche tu anche tu anche tu anche tu vieni anche tu/ dal cielo/ e lei entra di colori non suoi, lei la primavera / e le sue gambe scese in queste scorie incomprensibili di cielo / ho avuto il tuo medicamento che non finirà mai / il tuo veleno azzurro che no non non passerà/ sei la mia neve/ tu sei la mia neve/ coperta diventerai celeste alle orchestre mute / sigillo dilatato su su su su fino al cielo / sei la mia neve / tu sei la mia neve / tu sei la mia neve.


androide mirna

l’androide mirna si tocca la faccia / si lascia tagliare tagliare i capelli / si specchia e poi, poi cade giù/ gira e gira e gira e cade giù / giù a vellutare tutte le cose / del suo rimpianto rimpianto di bimba/ di bambola aliena aliena che è / di bambola viva viva / androide mirna io si ti ho inventata / ma oggi io voglio dirti le cose / da lato amaro e cosi saprai: / vorrei aiutarti a tornare lontano / ma mirna si cerca le lacrime agli occhi / si tasta la lingua la lingua allo specchio / si volta e dici io invece vivrò / splende e risplende nel nero invernale / e avrò cent’anni con pelle di bimba / la perla più dura più dura / e infine saprò soffrire anche io / soffrire morirò finalmente.


canzone dell’oscurità

ho l’affanno quando la falena / converge sorda verso la candela / in volo piatto, con l’ovatta agli occhi / le antenne bruciate ancora prima / una squadra di farfalle nere / con le ali riempono la notte / e fanno il buio pesto affinché il cuore / e non gli occhi ti possono cercare / ma io più sono cieco e più mi vedo al vivo / e l’aria è velluto verso il tuo sentire / più aspetto e più mi sento di partire / come gli insetti quando vanno in sciame / prima del temporale / quando il cielo è abbagliato di bianco/ e tu sei pazza e il vento ti marina / la pelle, ne fa pietra levigata / per essere più bella nella stanza sbattara dell’amore negativo / ma io più sono cieco e più mi vedo al vivo / e l’aria è velluto verso il tuo sentire / ascolto una cadenza sillabata / un richiamo di grotte dove il sole / non mai entrato e il petto / vuol sgorgare in lacrime e parole / desidero vederti in fondo agli occhi / la dura pietra nera nell’azzurro: / se la farfalla muore in mezzo al fuoco / io passo tra le tenebre d’amore / perché io più sono cieco e più mi vedo al vivo/ e l’aria è velluto verso il tuo sentire / io  più sono cieco e più mi vedo al vivo/ e l’aria è velluto verso il tuo sentire.


cronache di primavera

te ne vai imbandierata/ amore/ coi tuoi veli, il tuo orgoglio/ amore / te ne vai tripudiata/ d’amore/ ogni treno che possa lo sa/ amore la terra fiorisce/ tu vai / il suo saluto giallo / vai / la luna rossa si riflette ad oriente / luce violata che per offesa si perde / e io sono il faro senza sole / saranno queste eterne mete d’amore? / te ne vai come chi muove / l’amore / e nello stesso tempo si veste / te ne vai verso il tuo amore / amore / dove lo sbaglio è un niente / la luna rossa si riflette ad oriente / luce violata che per offesa si perde / e io sono il faro senza sole / solo il ricordo di un mattino / amore / cielo su cielo profumare o partire / o scivolare / tu vai / te ne vai con così tanto amore / ogni treno che passa lo sa / amore / come bambini folli alla fine / dal parco noi / come bambini folli alla fine saranno queste le eterne d’amore? / saranno queste le eterne mete?


un morbido silenzio

non servono parole per le nostre verità / si sente che ora piove cancellando la città / il mondo vibra il mondo trema / il mondo c’è anche senza di noi / una rosa annegata scivola fino a qua / col cuore pieno d’acqua in una pozza di città / il mondo trema il mondo vibra / il mondo c’è anche senza di noi / non dirmi che non senti questo respiro / non dirmi che non vedi questo svanire / il niente rende i giorni grandi buchi di pietà / e noi a braccia aperte in un volo senza età / il mondo vibra il mondo trema / il mondo c’è anche senza di noi / non dirmi che non senti questi questo respiro / non dirmi che non vedi questo svanire / il mondo vibra il mondo trema / il mondo c’è anche senza di noi.

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